Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020

Misura 16 - Operazione 16.5.1 - Progetti collettivi a finalità ambientale

Progetto collettivo a finalità ambientale sui paesaggi terrazzati e ad agricoltura estensiva della Rete di Riserve del Bondone

Finalità

Il presente progetto collettivo a finalità ambientale - fase A si propone di contrastare il progressivo depauperamento delle aree agricole estensive della Rete di riserve Bondone attraverso un ben calibrato mix di azioni di recupero paesaggistico e di conservazione attiva degli habitat, socialmente condivise e validate e supportate da una robusta base di conoscenze tecnico-scientifiche.
Quanto sopra avverrà per mezzo dell'integrazione e del coordinamento nella realizzazione delle:

  • azioni individuate dal Progetto di attuazione finalizzato all'ampliamento della Rete di Riserve del Monte Bondone - Soprasasso ai comuni di Cimone, Garniga Terme, Vallelaghi e Villa Lagarina;
  • azioni proposte dall'Inventario delle azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività nell'Ambito Territoriale Omogeneo Monte Bondone.

Il progetto in sintesi vuole proporsi quale virtuoso esempio di programma di recupero e di buona gestione di una serie di paesaggi agricoli tradizionali del Trentino secondo la logica della massima efficacia (= intesa come capacità di raggiungere l'obiettivo) ma pure della più elevata efficienza (= intesa come capacità di raggiungere l'obiettivo con il massimo risparmio di risorse).
Tale buona gestione è finalizzata primariamente al miglioramento dello stato di conservazione di habitat e di specie animali e vegetali di interesse comunitario presenti sul territorio della Rete.
Accanto a questo obiettivo principale va però menzionata anche la conservazione di attività agricole "tradizionali" e la contestuale conservazione di un paesaggio agricolo attrattivo per il turismo.
In aggiunta a ciò sarà possibile dimostrare concretamente alla popolazione come le Reti di riserve possano rappresentare un'occasione preziosa per favorire in chiave di sostenibilità lo sviluppo economico delle comunità locali.
Nella Sezione a seguire sono descritte le modalità per mezzo delle quali questi obiettivi saranno raggiunti.


Modalità di realizzazione

Il progetto verrà implementato grazie a un ben calibrato mix di attività di studio e ricerca e di animazione e progettazione partecipata che condurranno alla redazione di un preciso "progetto territoriale collettivo a finalità ambientale". Tale progetto sarà finalizzato al conseguimento degli obiettivi identificati nella precedente Sezione.
La sua implementazione sarà realizzata attraverso una serie di passaggi tra loro collegati secondo una sequenza logica e che sono illustrati nel seguente schema e nelle pagine seguenti descritti in maniera analitica:

A. Realizzazione di monitoraggi scientifici. L'individuazione delle emergenze floro-faunistiche e più in generale la descrizione del contesto naturalistico e paesaggistico e delle problematiche ambientali che caratterizzano le diverse aree nelle quali si svolge il progetto rappresentano un punto ineludibile per la realizzazione di quest'ultimo. Solamente conoscendo quali sono le specie presenti e quali sono le loro esigenze gestionali è infatti possibile procedere alla definizione precisa e scientificamente convalidata delle azioni di recupero paesaggistico e di conservazione attiva degli habitat da mettere in campo al fine di ottenere una loro gestione ottimale. A tal fine il progetto prevede la realizzazione di specifici monitoraggi finalizzati a "fotografare" l'assetto floristico e faunistico delle diverse aree e a porlo in confronto con la situazione ambientale in essere al fine di evidenziare criticità e margini di miglioramento. In questa fase si farà naturalmente tesoro delle informazioni che sul territorio di progetto già sono state raccolte nell'ambito degli studi fino ad ora condotti su di esso.

B. Definizione dell'assetto catastale e tavolare delle aree di intervento. Assieme con le indagini e gli studi di cui al punto A, la conoscenza precisa dell'assetto catastale e tavolare delle aree di intervento rappresenta un elemento imprescindibile in vista della definizione di azioni che siano concretamente attuabili piuttosto che essere destinate a rimanere nel limbo delle "buone intenzioni". La conoscenza precisa della proprietà dei diversi appezzamenti agricoli consentirà di prendere contatto con i loro possessori per invitarli a partecipare al tavolo di cui al punto D e più in generale per convincerli a prendere parte attiva al progetto.

C. Individuazione tecnica e preliminare delle azioni. Sulla base delle informazioni ricavate grazie ai punti A e B verrà realizzata una prima definizione delle possibili azioni di recupero paesaggistico e di conservazione attiva degli habitat da realizzare nelle diverse aree di progetto. Tale definizione preliminare si baserà unicamente su valutazioni e considerazioni di carattere tecnico-scientifico e costituirà il documento di riferimento per lo svolgimento della successiva fase D. La fase di individuazione tecnica e preliminare delle azioni farà altresì riferimento a quanto indicato nel Progetto di attuazione della Rete di riserve del Monte Bondone così come nell'Inventario dell'A.T.O. del Monte Bondone.

D. Attivazione di un processo di informazione, condivisione e progettazione partecipata. Quella che può essere definita la "validazione sociale" delle azioni individuate con il precedente punto C rappresenta uno snodo assolutamente centrale del progetto. L'esperienza infatti insegna che pure la strategia conservazionistica tecnicamente migliore rischia di mancare i propri obiettivi se viene realizzata ignorando specificità ed esigenze sociali ed economiche delle comunità locali o peggio ancora in opposizione ad esse. In primo luogo al fine di evitare quello che sarebbe un grave errore e a un livello più generale per ottemperare alle indicazioni dell'Operazione 16.5.1, nell'ambito del progetto verrà attivato uno specifico tavolo attorno al quale saranno invitati a sedere tutti gli stakeholders attivi sul territorio: dagli agricoltori ai cacciatori, dai tecnici agricoli agli amministratori locali. Grazie a tale tavolo sarà possibile attuare un'azione di informazione e di condivisione sul progetto e sulle sue finalità e sopratutto verrà realizzata una progettazione partecipata e socialmente condivisa delle azioni di recupero paesaggistico e di conservazione attiva degli habitat.

E. Definizione delle azioni condivise. Alla luce delle valutazioni e delle analisi che saranno realizzate dal tavolo di cui al precedente punto D sarà possibile definire con precisione un elenco di azioni di recupero paesaggistico e di conservazione attiva degli habitat puntualmente georeferenziate. Azioni che a questo punto saranno validate non solo dal punto di vista tecnico-scientifico ma anche socio-economico.

F. Realizzazione della perizia agronomica di giustificazione. Allo scopo di rispettare le indicazioni previste per la fase A dell'Operazione 16.5.1, per ciascuna delle azioni georefenziate di cui al punto E verrà approntata una perizia agronomica ai fini del loro finanziamento nell'ambito della successiva fase B. Tale perizia ha lo scopo di attuare una puntuale giustificazione delle relative spese ai fini della concessione del successivo finanziamento.

G. Redazione del "progetto territoriale collettivo a finalità ambientale". Le azioni di recupero paesaggistico e di conservazione attiva degli habitat (= E), georeferenziate e definite catastalmente e tavolarmente (= B), validate socialmente (= D) e giustificate nei loro costi dalla perizia agronomica (= F), andranno a costituire il "progetto territoriale collettivo a finalità ambientale" assieme con tutti dati raccolti nell'ambito dei monitoraggi scientifici (= A) e con le risultanze dettagliate del processo di progettazione partecipata (= D).
Più precisamente il "progetto territoriale collettivo a finalità ambientale" si articolerà in:

  • descrizione del contesto naturalistico e paesaggistico e delle problematiche ambientali che vengono affrontate dal progetto, con particolare riferimento a specie e habitat di Natura 2000 e/o delle Liste rosse (Prosser 2001, IUCN etc…).;
  • specifica delle singole azioni da realizzare, complete di perizia tecnica, identificate per singola p.f. e relativo conduttore; in aggiunta il progetto prevederà l'ambito territoriale di reperimento di ulteriori particelle che, nel corso della fase attuativa B, potranno essere coinvolte nel progetto in eventuale sostituzione delle pp.ff. selezionate inizialmente. Tali superfici in ogni caso garantiranno la coerenza degli obiettivi del progetto e dei criteri di selezione;
  • definizione delle misure del P.S.R. 2014-2020 a cui ogni azione può fare riferimento;
  • giustificazione puntuale tramite una specifica perizia agronomica delle spese delle azioni da finanziare direttamente sulla misura 16.5.1.;
  • elenco dei sottoscrittori del progetto territoriale collettivo;
  • tempistica e durata del progetto;
  • modalità di gestione della cooperazione;
  • descrizione dei risultati attesi;
  • descrizione della fase di divulgazione.

Il "progetto territoriale collettivo a finalità ambientale" rappresenterà il solido documento di riferimento per la realizzazione concreta di tutte le azioni di recupero paesaggistico e di conservazione attiva degli habitat nell'ambito dell'implementazione della successiva fase B dell'Operazione 16.5.1 la quale costituirà oggetto di un successivo e distinto progetto.


Finanziamento

Il contributo in conto capitale di Euro 20.000,00 è suddiviso nel
seguente modo:
- il 42,980% quale quota FEASR pari a Euro 8.596,00;
- il 39,914% quale quota Stato pari a Euro 7.982,80;
- il 17,106% quale quota PAT pari a Euro 3.421,20.

Per maggiori informazioni sulle opportunità di finanziamento, visita il sito del PSR http://www.psr.provincia.tn.it/ e della Commissione europea dedicato al FEASR https://ec.europa.eu/agriculture/rural-development-2014-2020_it

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